About me


Il social media manager è tra le figure professionali più in espansione nel mondo moderno. La maggior parte delle persone non sa nemmeno cosa sia: per la zia, sei il nipote “Che sta su internet”, per il cugino sei “Quello che pagano per perdere tempo su Facebook”, per gli amici sei un “Social Media coso” e per le aziende…

Già, e per le aziende? Per loro, il Social Media Manager è una risorsa ormai fondamentale. E non perché si tratti di un professionista che lavora sui social e basta. Rispetto ai primi anni, la figura si è evoluta molto e con essa le sue skills: non è più sufficiente avere delle ottime doti di copywriting, per esempio. Non te la cavi più, limitandoti alla moderazione da community manager. Non basta più smanettare su Photoshop o su Illustrator con discreti risultati. Un professionista dei social non può più limitarsi a postare content e a utilizzare tool di programmazione. No.

Un social media manager, oggi, è molto di più: è una risorsa che conosce e sa gestire più piattaforme (da Facebook BluePrint a Google Adwords, per dire), ha una visione globale del progetto che sposa: ne analizza i punti di forza e di debolezza, per poi elaborare una digital strategy.

E tu dirai: che cos’è una digital strategy? In parole povere, è la strategia di comunicazione e di promozione del brand che il social media manager sta aiutando a fare crescere e/o a consolidare sul mercato. Questa si compone di più step: dall’analisi dei competitor a quella dei dati della nostra azienda; dall’interpretazione degli insights dei social, a quelli di Google Analytics, Adwords, Facebook Pixel e BluePrint. Tutto ci serve per programmare un calendario editoriale, individuare il target di riferimento e andare a intercettarlo con campagne di marketing e retargeting mirate.

In questo campo, per se stessi e per il brand che ci sceglie, è fondamentale investire periodicamente il proprio tempo libero in corsi online e non, formazione digital marketing e molto altro ancora. E’ necessario rimanere al passo coi tempi, per integrare all’esperienza acquisita le nuove tendenze.

Detto ciò, ho 36 anni e una comprovata passione per la scrittura creativa e per la cultura nerd, abbracciata in maniera casuale con He-Man prima, Atari durante e Commodore 64 dopo. Nutro un’incomprensibile passione per i freak che non piacciono a nessuno (chi ha detto Jar Jar Binks di Star Wars?), per la trash music fischiettabile (“Rock n’ roll robot” docet) e per i “Sequel che sono sempre più belli dei primi capitoli” (“Sharknado 4”, “Zoolander 2” e “La bambola assassina 3″ sono fulgidi esempi).

Amo il cinema sci-fi giapponese – da Godzilla a Megaloman – e le nuove tecnologie, che mi hanno portato a interessarmi ai social network.