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San Valentino da paura: 5 film per coppiette che amano il terrore

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Le vetrine delle cartolerie sono tutte un cuore. I baci Perugina si sprecano. Scrolli l’home page di Facebook e non trovi più Sanremo: sospiri di sollievo per un attimo, poi ti accorgi che la De Filippi è stata rimpiazzata da San Valentino: foto di coppia di qua, la tua amica single che, mangiando Nutella, sputa veleno di là. Sì, San Valentino è alle porte e noi lo festeggiamo in maniera alternativa.

Parlando di cinema, certo, ma in maniera non convenzionale. Mettiamo da parte per un attimo le commedie di Sandra Bullock e Jannifer Aniston, le insicurezze di Bridget Jones, le trame agrodolci di Adam Sandler post-Zohan e il savoir faire del sempiterno tombeur de femmes Hugh Grant per organizzarvi un San Valentino da paura.

Disdici pure il tavolo che hai prenotato, ché di sicuro hai trovato un buco in un’improbabile fascia oraria 19:45-21 e preparati una capiente scorta di pop corn e tacos, ché stasera vi diamo una mano. Siete pronti per un San Valentino di sangue? Noi si.

AUDITION
Pellicola asiatica del 1999, alla regia troviamo Takashi Miike. Vi dice niente? E’ l’autore del cult Ichi The Killer: un vero e proprio maestro dell’horror sotto il Sole Levante. La trama? Semplice: un uomo vedovo e di mezza età viene invitato dall’amico regista a supportarlo durante i casting. Il motivo per cui il filmaker lo invita, in realtà, è quello di aiutarlo a uscire dal guscio e a rifarsi una vita. Fra le varie attrici, ve ne sarà una a colpirlo in particolar modo, e sarà proprio con lei che rinascerà a nuova vita. Un periodo di amore, di trasporto, di passione. Una storia d’amore che ti fa pensare, a un certo punto: “Hey, ma io mi aspettavo un horror e mi ritrovo col diabete!”. Ti assicuro che lo farai. Capita a tutti. E sarà proprio lì che Miike cambia registro e ti regala una svolta inaspettata, crudele, sanguinaria come poche altre.

HARD CANDY
Una diciottenne Ellen Page che interpreta un personaggio ancora più giovane, quello della quattordicenne Hayley, ragazzina timida e introversa. Così tanto da rifugiarsi nel mondo della chat per conoscere nuove persone. In effetti conosce Jeff, fotografo trentenne che dopo un ragionevole lasso di tempo trascorso a farsi conoscere dietro il monitor, le propone un drink a casa sua. Tu dirai: “Beh dai, film già visto: è la solita storia di Cappuccetto Rosso che si infila fra le fauci del lupo”. Io invece ti dico: prenditi un’ora e mezza di tempo e lasciati sconvolgere, ché niente è come sembra.

OLD BOY
L’Oriente ha il grande di trasformare un sentimento puro come l’amore nell’anticamera del malsano. Il terzo capitolo de “La trilogia della vendetta” – iniziato con “Sympathy for Mr. Vendetta” e proseguito con “Sympathy for Lady Vendetta” ne è la massima espressione. In Old Boy, così come nei precedenti capitoli, il gioco a incastri è estremamente elaborato. In una cornice fotografica superba corroborata da una colonna sonora maestosa, conosci sin da subito Oh Dae-su: padre di famiglia che viene rapito il giorno del quarto compleanno di sua figlia. C’è un motivo? Per noi che vediamo il mondo attraverso gli occhi di Oh Dae-su, no. Per l’uomo che lo tiene segregato e lo libera a distanza di 15 anni invece sì. E nel farlo, lo induce alla riscoperta dell’amore prima, e al motivo della segregazione poi. Una scoperta che, quand’anche ti imbottissi di Brioschi, sarà di difficile digestione.

LA CASA – IL REMAKE
Cosa c’entra Evil Dead con San Valentino? Direi nulla. Se non che, in fase di promozione dell’unico remake che a mio avviso abbia avuto senso di esistere, siano stati gli stessi produttori a pubblicare degli auguri a tema. Un esempio è quello che vi propongo qui di seguito. Fa ridere? Sì, ma solo le grafiche. Il film in realtà è tutt’altro paio di maniche. E’ sangue – quello tanto -, sudore – dei protagonisti che tentano invano di sopravvivere -, lacrime – ma non quelle che ti sei fatto guardando “Mano” fare il dito medio ad Ash -.

IL GIORNO DI SAN VALENTINO (1981)
Specifico l’anno per un motivo semplice, c’è anche il remake del 2009: “San Valentino di sangue in 3D”: 3D come Debosciato, Deludente, Desolante. L’originale invece? Beh, è uno slasher come tanti. Ma come tutti i film di genere, anche divertente. La location, poi, è piuttosto originale: si svolge all’interno di una miniera sia all’inizio e sia nell’ultima mezz’ora. Perché sì, la follia dell’assassino ebbe proprio il suo evento scatenante all’interno di una cava, dove per una fuga di metano morirono tutti i suoi colleghi. Finito in una clinica psichiatrica atta a riabilitarlo, “evade” uccidendo gran parte dello staff medico che gli si frappone. Prima di sparire nel nulla, lascia anche un messaggio scritto con il sangue, che sa tanto di minaccia: “Chiunque festeggerà San Valentino, morirà”. Per vent’anni, il fantomatico omicida sparisce nel nulla, salvo poi riapparire e ricominciare il “suo sporco lavoro”. Ma sarà davvero lui?

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